di Ester M. Campese

L’attrice Luciana Frazzetto è la nostra ospite dell’intervista di oggi. Possiamo dire di lei sicuramente che è una persona vulcanica e dinamicissima. Luciana oltre che attrice infatti è anche autrice, regista e dialoghista. Reduce dall’ennesimo successo con la commedia teatrale tenutasi al Teatro de’ Servi a Roma, “Una Donna per Amico”, insieme ai suoi compagni di scena, apprezzatissima dal pubblico che le ha tributato la standing ovation in tutte le serate. Luciana Frazzetto è una travolgente siciliana (di Bagheria) trapiantata nel Lazio da tantissimi anni, che ti stende non solo con la sua simpatia, ma anche con due stupendi occhi azzurri e un’aria di familiarità straordinariamente accogliente. I suoi esordi sono con il cinema, ma la popolarità in realtà la raggiunge con diversi spot televisivi tra cui Coccolino, il Liquore Strega ed il mitico Crodino con lo scimpanzé, dove Luciana interpretava il ruolo della famosa cassiera.

Tantissimi gli incontri importanti nel corso della sua carriera tra cui Ivana Chubbuck, produttrice statunitense nonché fondatrice di una tra le scuole per attori tra le più prestigiose di Los Angeles. L’incontro della vita è con Massimo Milazzo, suo compagno, che la segue da anni anche nella regia della maggior parte dei suoi spettacoli.

Moltissimi sono anche gli attori importanti con cui ha lavorato, sia in teatro che nel cinema. Rammentiamone solo alcuni: Fellini, i Vanzina, Mastroianni, Sordi, Monica Vitti, Massimo Ranieri, insomma davvero i più grandi. Innumerevoli sono anche i premi che Luciana Frazzetto ha ricevuto nel corso della sua lunga e consolidata carriera, ultra trentennale, tra questi nel 2017 il premio Laura Antonelli per il cinema, il Premio Vincenzo Cricicchi, è stata inoltre la Vincitrice dello “Schermo d’oro al Festival di Toronto” e della “Palma D’argento alla Rassegna Dell’umorismo Di Bordighera”. Possiamo quindi a buon titolo affermare che Luciana Frazzetto è un’attrice internazionale e completa. 

 

Luciana mi viene spontaneo chiederti come fai a mantenere quella splendida freschezza e voglia di vivere che ti appartengono innegabilmente, essendo un’attrice così popolare e bravissima?

Perché rispetto moltissimo il pubblico, perché noi artisti senza il pubblico non saremmo nessuno. Io poi sono proprio l’amica, la sorella la madre della porta accanto. Anche le persone che non mi conoscono personalmente mi scrivono e mi confidano le cose più profonde. Questo credo sia il ritorno delle emozioni che io dono nel corso di uno spettacolo e che gli altri danno a me, è quindi uno scambio alla pari. Il pubblico mi regala tante emozioni. Noi artisti poi siamo come il pubblico e siamo tutti sullo stello livello. Non potrei, per il mio carattere, rinunciare a questa cosa che è come una bella amicizia tra me e il pubblico, come se ci sono conoscesse da anni, proprio come cari amici. Con un’ amica non mi monterei mai la testa.

Abbiamo detto nell’introduzione che hai lavorato con tanti “mostri sacri” del cinema e della TV, quale ha lasciato il segno più importante per te?

Sicuramente tutti mi hanno dato qualcosa ed io ho preso qualcosa da tutti. Ogni regista è diverso dall’altro nel lavorare nel condurti. Ma quello davvero importante è stato il mio primo incontro con Fellini a Cinecittà. Un incontro indimenticabile dove c’era anche Mastroianni e la Masina per il film Ginger e Roger. Ti svelo un segreto: non ho mai visto il film! E’ come se vedendolo mi si cancellasse dalla memoria questo bellissimo ricordo. Il vero fatto, non era il film, ma proprio Fellini e tutto quello che c’era dietro le quinte. Il provino è stato indimenticabile. Poter vedere come lavorava con gli attori. Non ho dunque mai visti il film perché per me sarebbe un vero peccato perdere questi momenti. Quello che ho vissuto è stato straordinario e bellissimo. Lui mi chiamava Lucianina. Un incontro indelebile scolpito nel cuore e nella mente.

Come è stata invece l’esperienza con Ivana Chubbuck?

Un’esperienza interessante. Ho approfondito la metodica di come “lavorare” attraverso il dolore. Ivana Chubbuck ha poi un grande rigore e rispetto per questo lavoro. Avevo già dimestichezza con il metodo  Stanislavskij in cui l’attore interpreta il dolore e deve quindi essere il personaggio plasmando il dolore ed offrendolo al personaggio stesso che interpreta. In questo modo si riesce a trasmettere emozioni molto forti. La Chubbuck lavora tantissimo tempo anche 6 o 7 mesi con un attore, quando lo prepara, quindi approfondisce riga per riga parola per parola. Un’esperienza davvero molto positiva

Luciana, abbiamo detto, non solo attrice. Hai un progetto in corso molto bello: il tuo laboratorio teatrale, ce ne vuoi parlare?

Si vivo da quindici anni ai castelli romani, a Rocca Priora e quest’anno abbiamo, con mio marito, il regista Massimo Milazzo, acquisito con uno spazio polivalente, attraverso una convenzione con il comune e stiamo allestendo un teatro “Le Fontanacce” proprio a Rocca Priora. E’ un teatro di ca 80 posti che gestiremo e dove all’interno faremo anche un laboratorio teatrale. Abbiamo iniziato, con il progetto del laboratorio teatrale, lo scorso anno con partecipanti che andavano dai 7 agli 80 anni, debuttando con uno spettacolo a fine stagione. Questo progetto per noi è stata una grande vittoria ed un ringraziamento va proprio al Comune di Rocca Priora. Abbiamo inoltre previsto per questa stagione teatrale a “Le Fontanacce” un ricco cartellone con molti spettacoli divertenti e brillanti. Sono importanti sia il laboratorio che il teatro anche per riavvicinare i giovani al teatro, ma anche per i più grandi. Farò anche un corso insieme ad un’associazione che si chiama “Dinamica” sempre di Rocca Priora destinata ai disabili portatori di handicap. E quindi realizzeremo anche un laboratori per loro. Vorrei fare anche un corso di ballo moderno, con insegnanti molti importanti, ma vediamo.

Tra i ruoli che interpreti e che spaziano dal drammatico al comico, con quale ti trovi più a tuo agio?

Guarda Ester io non ho preferenze il tragicomico mi piace molto, Negli ultimi miei spettacoli anche quelli che ho scritto “Nei panni di una donna” e “Una donna per amico” c’è molto divertimento, ma c’è anche il risvolto drammatico. Penso che un’attrice debba saper fare sia il comico che il drammatico. Purtroppo quando fai l’attrice comica o brillante, gli addetti ai lavori, pensano che tu non sappia poi fare il drammatico. Questo è davvero un gran peccato, anche perché qualunque sia il ruolo che interpreto, ci metto tutta me stessa e mi piacciono molto tutti. Uno dei più bei compimenti che ho ricevuto dal pubblico è che mentre la gente continua ancora a ridere improvvisamente nello stesso spettacolo, cambio registro e quindi c’è il passaggio verso il drammatico, ma fatto con garbo quasi con un passaggio lieve e delicato.

C’è un ruolo che hai interpretato che ti è rimasto particolarmente caro?  

Sai sono affezionata a tutti i ruoli, forse l’ultimo è sempre quello più bello. Poi se vado indietro e rivedo gli altri anche mi sembrano belli. Quindi se devo dare una risposta ti direi che mi piacciono tutti. A tutti mi ci affeziono. Per ogni ruolo cambio pelle e mi immedesimo. In questo senso il nostro è un lavoro bellissimo. Veramente sei uno, nessuno e centomila. La cosa più bella per me è che la gente si riconosce in ciò che faccio. Tutti i personaggi che interpreto hanno qualcosa che accomuna le persone e quindi si immedesimano e si sentono nei miei panni e quindi vicini. Poi amo molto la romanità. Mi piace molto la grandissima Anna Magnani o Bice Valori o Monica Vitti. Tutte attrici che mi si “confanno” in questo aspetto di “romanità” in cui mi sento molto vicina a personaggi che sono brillanti ma che poi diventano anche amari.

Hai una capacità di coinvolgimento del pubblico davvero molto forte, con un ritmo che anche in caso di monologo, lascia senza fiato. Battute continue e senza sosta. Come fai, come ti prepari per uno spettacolo?

Ma guarda, per quanto riguarda i monologhi, molti miei colleghi mi chiedono come faccio. Io non lo provo con 10/20 persone davanti. Quando scrivo un monologo, lo taglio, levo, metto, cambio finché non mi suona. Ho la fortuna di avere il ritmo nell’orecchio e quindi sento se puoi annoiare o meno il pubblico. Devo dire questo grazie anche a mio marito Massimo Milazzo che mi ha aiutato e reggere ritmi pazzeschi con battute a perdifiato, anche quando queste non sono “fortissime”. Poi è importantissimo anche come le dici, che tempo usi per dirle. Personalmente mi preparo studiando la parte, la leggo e la provo dentro di me. Poi parlo con “nessuno” e provo anche improvvisando. Ed è lì, nell’improvvisazione, dove esce veramente la tua anima. Questo mi accade anche con i testi non scritti da me, ma da altri autori. Il ritmo è qualcosa di importantissimo per non diventare piatto. Ci sono moltissime sfumature nel corso di uno spettacolo e dopo molti anni qualcosina posso dire di aver imparato. Adesso mi piace trasmettere questo mio bagaglio teatrale non solo al pubblico, ma anche a chi verrà a fare il laboratorio. E poi io sono una persona allegra e piena di risorse. Soprattutto amo la vita, e sul palco non mi risparmio mai e metto tutta me stessa in ogni spettacolo che ha sempre delle sfumature ed è diverso ogni volta, anche in base alla reazione del pubblico.

Prossimi impegni, ci anticipi qualcosa?

Certamente, come dicevamo a parte il laboratorio, porterò in giro i miei due monologhi e anche “Una donna per amico” farà il suo tour. Poi dal 28 marzo ad 14 aprile sarò in scena con Franco Oppini per la regia di Massimo Milazzo ed un testo di Nino Marino. Lo spettacolo si intitola “Ho avuto una storia con la donna delle pulizie” ed è una commedia brillante che vede protagonisti un intellettuale ed una donna delle pulizie. Due solitudini che si incontrano e scontrano. Si ride moltissimo.

Grazie carissima Luciana per essere stata qui con noi e un grandissimo in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.

Di VipGlam

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