7^ edizione del Premio Anita Ekberg di Sara Iannone. Riconoscimento e difesa della dignità del lavoro artistico

di Anna Maria Stefanini

Se esistono, quali sono i parametri di eccellenza per le multiformi espressioni dalla creatività umana? La risposta non è semplice ma è certo che la proliferazione del “mito” sia sintomo altamente correlato alla fenomenologia della qualità.

I primi a comprenderne l’importanza sono stati i greci che del mito hanno fatto una celebrazione a oltranza. In questa grammatica del mito l’Italia contemporanea può vantare altitudini assolute: Coppi, Bartali, Gigi Riva, la Ferrari e, naturalmente, il cinema.


“L’alba del terzo millennio”, associazione ideata e animata da Sara Iannone ha scelto proprio la via del mito per celebrare questo punto esclamativo dell’eccellenza italiana e non è per caso che l’icona rappresentativa selezionata per il tributo di Roma al nostro cinema sia la lussureggiante Anita Ekberg, fatta rivivere alla sua massima temperatura fotografica.


L’evento, andato in scena la serata di giovedì 16 febbraio è una joint venture fra l’associazione “l’Alba del terzo millennio” e i Club Rotary Roma Aniene e del Nord Ovest, ambientata in quella nicchia dell’ecologia storico-artistica romana che è Palazzo Ferrajoli.

La serata ha attraversato due tematiche e una narrazione. La prima tematica è stata in realtà un pronunciamento politico, diretto alla tutela e valorizzazione del numeroso personale precario che quotidianamente concorre al buon andamento dell’industria cinematografica italiana. La seconda, dall’eccitante aroma estetico, ha ingaggiato la creatività delle invitate e degli invitati, chiamati a ispirare il proprio look ai personaggi del melodramma italiano.

La narrazione, sapientemente scandita da Sara Iannone, si è dipanata lungo i tempi dell’accoglienza, della premiazione per meriti professionali, della cena placée, della sfilata – anche questa con premiazione – dei migliori costumi e della riffa solidale. Raccolta fondi per la Rotary Foundation.

Tra i premiati la grande attrice Milena Vukotic, il comico Andrea Roncato, nell’inedita versione di filosofo e testimone di vita, il bravissimo Massimo Bonetti, l’attore, scrittore e pittore Vincenzo Bocciarelli, il magnetico Kaspar Capparoni, l’attore, sceneggiatore e regista Stefano Calvagna, il soprano Arianna Morelli e Paolo Rossi Pisu, figlio dell’indimenticato e indimenticabile Raffaele.

Tra le giovani promesse l’attore Mattia Garaci, il giovane “Valerio” del cult-movie “Padrenostro” e Jacopo Olmo Antinori, già diretto da Bernardo Bertolucci e dai fratelli Taviani.

Al successo dell’evento ha contribuito un parterre d’eccezione: fra i presenti Franco Mariotti presidente del comitato promotore, Paola Comin, Veronica Maccaroni, Meridì Vicedomini, Emanuela Zaccarini, Maria Monsé e Salvatore Paravia.


E ancora Daniela Poggi, Nicole Moscariello, Giulietta Revel, la marchesa Daniela del Secco.

E ancora Carla Ficoroni, Lino Bongiorno,Marco Petrillo, Antonio Moretta gli stilisti Eleonora Altamore vincitrice della sezione Costume più Originale, e Luigi Bruno, l’hair stylist Sergio Tirletti, ammirato per il suo intrigante costume e il presidente del Rotary Roma nord ovest Marco Marotta.

Vincitrice della sfilata in costume Miglior Interpretazione è risultata la coppia Laura Nuccetelli e Alessandro D’Orazio,

apprezzatissimi interpreti di Violetta e Alfredo; miglior performance, stupefacente Ella Grimaldi con l’irriconoscibile e inquietante Belfagor Luciano.

Molto applauditi il fantasma dell’opera Sergio Tirletti con la dama Anna Maria Stefanini, la classe di Bianca Maria Caringi Lucibelli – Sharon Stone, di Luciano Bernazza e Graziella Moschetta in abito rosso firmato Luigi Bruno.

Apprezzati anche Emilio Capitano della Fontanazza, Larissa Ledneva ed ancora l’abito di Antonella e Riccardo Tommasini Barbarossa conte di montenovo e della splendida coppia Natashia e Michel Pentasuglia di cui d’aragona.

Eleganti e curati i costumi e le mise di tutte le dame e le interpretazioni a tema dei signori presenti al riuscitissimo evento.

Credito foto Mario Giannini